.

Ca' Dei Frati

Perlage fino e continuo, colore giallo oro con riflessi verdi è come ci appare al bicchiere.
Al naso è fragrante, con note biscottate e di nocciola, fieno e tabacco stagionato. La carbonica setosa e cremosa fa spazio all'acidità che fa spazio all'acidità che stimola la salivazione facendo ritornare le note biscottate e di nocciola.

Al naso è estremamente elegante con note saline che lasciano spazio a sentori di piccoli frutti rossi e di petalo di rosa. Al palato è piacevole e gustoso, si ritrovano i sapori fruttati e si conferma tutta l'eleganza. La bollicina è delicatae carezzevole, la sensazione salina e la freschezza evidenziano la facilità di beva di questo spumante.

Le rive meridionali del Benaco hanno conservato da sempre la tradizione di un vino leggiadro, fresco e gentile come il Rosa dei Frati.
Un Chiaretto di alto livello capace di sorprendere per la propria semplice autorevolezza. Fresco e delicato ma incisivo, è in grado di essere protagonista della tavola. 

Un vino accogliente, fragrante con note di frutta secca e miele; è suadente ed emozionale e porta con sè tutto il sole dell'autunno. In bocca l'attacco è avvolgente ma è proprio l'acidità della Turbiana a renderlo esclusivo, lasciando il palato asciutto pur consentendo alle sostanze zuccherine di svolgere il loro compito fino in fondo.

Ci fu un tempo in cui i Dal Cero erano Veronesi. Oggi Igino, Franco e Anna Maria tornano tra le terre orientali veronesi, terra di nascita del padre Pietro, a cui è dedicata questa bottiglia per ribadire  la loro storia e riassaporare il vento di quei luoghi.

Lo fanno con un vino emblema dell'enologia nel mondo: l'Amarone.

All’assaggio si manifesta pienamente in tutta la sua complessità.
Al naso evidenzia sentori di frutta matura, pesche, mele gialle, rose carnose con note fresche e balsamiche.
Il palato viene avvolto da un attacco deciso mantenendo tutta la sua freschezza ed eleganza.

10 anni di affinamento in bottiglia per questo straordinario vino bianco, che può tranquillamente reggere il confronto con bottiglie ben più blasonate e costose in una degustazione alla cieca. Una vera rarità per grandi appassionati.

E’ il vino che ha fatto conoscere e continua ad essere l’immagine dell’azienda. Ha il filo diretto con la sua varietà, la Turbiana, il vitigno autoctono del Lago di Garda. Concepito per essere consumato nell’annata, esprime la parte migliore di sé a distanza di molti anni dall’imbottigliamento.

Marzemino, Sangiovese e 10% di Cabernet ne fanno un vino che non può passare inosservato.
Naso molto ricco che presenta note di frutti rossi, mirtilli macerati, marasca sotto spirito, sentori balsamici e di confettura.
Al palato è potente e incisivo, pulito, sapido, con una bella acidità segno del terreno benacese.