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Fattoria La Rivolta

La famiglia Cotroneo è da sempre impegnata in svariati campi professionali ed imprenditoriali; da quello bancario a quello industriale a quello edile, da quello medico e farmaceutico a quello del termalismo.
Ai primi del novecento, dalla passione dei nonni Giovanni e Teresa nasce l’azienda agricola.
 Unendo le loro forze ed acquisendo sempre nuovi terreni nelle contrade Ciurica, Rivolta e Roseto, danno vita ad una delle più estese e produttive aziende agricole della provincia di Benevento. Alla loro morte gli oltre 120 ettari furono ripartiti tra gli otto figli. Nel 1991 due fratelli, Mario e Bruno, decidono di unire i loro terreni in una gestione comune; nasce così la “Ciurica s.n.c.”. Dal 1997 dalla passione di Paolo, esponente di terza generazione, si ha una svolta improntata alla qualità del vigneto e proiettata verso l’obiettivo di trasformare per la prima volta le uve in vino, con lo scopo di affacciarsi nell’affascinante mondo della commercializzazione. Nasce il marchio “Fattoria La Rivolta”. Da quell’anno è un cantiere in piena effervescenza, con le sorelle Giovanna e Gabriella e il cugino Giancarlo si ristruttura vigneto e cantina. Si ottiene la conversione e certificazione per la produzione biologica.

I terreni aziendali sono tutti collinari e di natura calcareo-argillosa. Sono circa 29 gli ettari coltivati a vigneto. Dal 1997 sono coltivati con metodologie biologiche e dalla vendemmia 2001 tutte le uve prodotte in azienda sono certificate biologiche dall’ICEA, organismo di controllo autorizzato. Seguendo un preciso e graduale programma dal 1998 ad oggi si è proceduto al reimpianto di circa l’80% del vigneto.
Le uve sono tutte appartenenti alla doc Taburno o Sannio.
Il nuovo vigneto è stato piantato tutto a spalliera con sistemi di potatura a guyot o cordone speronato. 
Le uve raccolte in azienda sono, a bacca bianca, falanghina, coda di volpe, fiano e greco; a bacca rossa sono aglianico e piedirosso.

La cantina, dotata delle attrezzature più moderne, è suddivisa in due strutture, una prettamente tecnica destinata alla vinificazione e l’atra, collocata all’interno della fattoria antica, dove ha luogo l’affinamento e l’imbottigliamento dei vini..

Vino composto dai tipici vitigni campani in assemblaggio: Greco, Falanghina e Fiano che dopo una lunga fermentazione vengono affinati per almeno 5 mesi in barriques conferendo al vino grande corposità e struttura, rendendolo adatto anche a lunghi invecchiamenti.

Falanghina dal termine greco-latino “Falango”, cioè “Palo”, in quanto la caratteristica della viticoltura campana è quella della “Vite legata al palo”, o sempre dal termine greco-latino “Falange”, dandogli però il significato di “Falange” del dito al quale si vorrebbe che l’acino somigli.

Fiano, uva chiamata dai Latini “Vitis Apiana” perchè le api sono particolarmente ghiotte della dolcezza di questa uva.

Greco è un uva così denominata perchè portata in Italia meridionale dai Pelasgi della Tessaglia nell’ VIII secolo a.C.
E’ chiamata anche “aminea gemina” per la forma gemellare dei piccoli grappoli.

Vino con incredibili capacità di invecchiamento, straordinario per eleganza e potenza, si abbina perfettamente con tutti i piatti a base di carne arrosto o grigliata, ma anche con formaggi stagionati o erborinati. Un vero esempio di come l'aglianico possa esprimere tutta la sua importanza in un territorio solitamente vocato ai vini bianchi.