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Franco Mondo

Nel Paese di San Marzano Oliveto, nell’Astigiano, i Mondo sono apprezzati vignaioli da generazioni.
Le loro proprietà si estendono per circa dodici ettari di vigneti coltivati per circa il 60 % a Barbera e per il resto a Moscato Bianco, Dolcetto, Cortese, Chardonnay, Favorita e Cabernet Sauvignon.Alla guida dell’Azienda, che mantiene carattere famigliare artigianale, Valerio e suo padre Franco.
Valerio è enologo e, oltre a curare dal punto di vista agronomico le vigne, segue passo passo la selezione della uve e la vinificazione effettuata nella cascina di famiglia, a pochi passi dai filari;Franco, esperto vignaiolo, si occupa della lavorazione della vite.

Questo prezioso nettare è ottenuto da una una surmaturazione sulla pianta e da un successivo appassimento su graticci dopodiché, la pigiatura e la successiva fermentazione in piccoli carati ( barriques) che si protrae per alcuni mesi, nella quale gli zuccheri si trasformano molto lentamente in alcol fino a fermarsi naturalmente lasciando un residuo zuccherino non fermentato.

Di colore rosso rubino di buona intensità, ha profumo tendenzialmente floreale che si evolve in etereo con moderato invecchiamento; al gusto si presenta secco, fresco, pieno ed armonico e leggermente abboccato.

Offerta

“Vigna del Salice” è ottenuto dalla spremitura di uve Barbera d’Asti provenienti dai più vecchi vigneti in proprietà dell’Azienda, di alta collina, esposti a sud-est, dove la vocazione per il vitigno Barbera è più elevata.

Questo Barbera d’Asti viene prodotto con uve sottoposte ad una rigorosa selezione che inizia in vigneto con un accurato, a volte spietato, diradamento.

La raccolta di queste preziose bacche viene fatta con molta cura deponendo i grappoli in cassette in modo da preservarne al massimo l’integrità.

Questo prezioso nettare è ottenuto da una una surmaturazione sulla pianta e da un successivo appassimento su graticci dopodiché, la pigiatura e la successiva fermentazione in piccoli carati ( barriques) che si protrae per alcuni mesi, nella quale gli zuccheri si trasformano molto lentamente in alcol fino a fermarsi naturalmente lasciando un residuo zuccherino non fermentato.