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Pelissero

Continuare una strada spostandone la direzione, ripetere riti rinnovandone i gesti, reinvestire energie maturando esperienze, raccogliere tecniche seminando evoluzioni. Ci sono nuove generazioni, nuovi linguaggi produttivi e nuove lingue in Langa. Inglese, macedone, giapponese, norvegese, tedesco, magrebino: voci e volti di mondo che animano i sentieri, le vigne e le cantine al fianco di chi questa terra la vive da sempre, la interpreta con impegno e ne ama generosità e asprezze. 

Una duchessa ad Alba, un conte a Grinzane, reali, marchesi e decine di contadini, ambasciatori internazionali di vino e territorio. Popolo e nobiltà del vino pensato, che ha fra i suoi profumi l'arte dell'attesa, di cui i vignaioli sono maestri. Scelta del terreno, valutazione dell'esposizione, selezione delle varietà: anni guardando con rispetto la Natura negli occhi, progettando, curando, osservando e imparando che nessuna progettazione, cura, osservazione riesce ad afferrare l'essenza, la magia. Le mani dei produttori sono grandi, ma la vitalità del vino lo è di più.

Vendemmia, vinificazione, affinamento. Pressatrici soffici, vasche in inox, impianti per il controllo della temperatura, botticelle di rovere francese. E vetro, di bottiglia o di calice, a contenere un messaggio che, con la complicità delle varietà portoghesi di sughero dei tappi, arriva intatto in ogni Paese a dire le Langhe: un filo rosso sottile, intenso, che percorre migliaia di chilometri e unisce il lavoro di anni alla passione di tanti. C'è una terra che si muove verso il mercato, e vignaioli di mondo che dopo mesi in campagna volano con le radici.

Ultimo nato tra i nostri Barbaresco, le prime bottiglie risalgono al 2001. Appartiene ad una denominazione importante per storia, tradizione e cultura ed ha tutta la forza e la complessità che un grande vitigno riesce ad esprimere. 

In dialetto piemontese Tulin indica un piccolo recipiente tondo di latta concava ed intagliata dal duplice utilizzo: nelle chiese come mezzo di raccolta della cera che scende dai candelieri e nelle stalle come utensile per la distribuzione del mangime al bestiame. Spiritualità e concretezza, l'anima e le mani dei vignaioli. Tulin si pronuncia con l'accento sulla i.

Vanotu è il diminutivo in dialetto piemontese di Giovanni, nonno di Giorgio e vecchio proprietario di questo vigneto. E' una parte della nostra azienda, quindi, alla quale siamo molto legati. Grazie al particolare microclima ed alla giacitura di cui gode questo terreno si riescono ad ottenere anche nelle piccole annate vini di grande carattere e di grande personalità.

Ill colore è rosso rubino brillante ed intenso, la vivacità lo rende particolarmente piacevole ed invitante. Le sensazioni olfattive molto fini crescono lentamente fornendo sfumature prima fruttate di mora e di prugna cotta e successivamente vinose, di fermentazione, tipiche della Barbera, con un giusto apporto aromatico del legno.

L'impatto visivo è di un bel rosso violaceo intenso molto brillante. Le impressioni olfattive denotano profumi fruttati molto aperti e varietali, che spaziano dalla ciliegia rossa alla marasca. In bocca la complessità gustativa è ben amalgamata tra le varie componenti tanniche, acide ed alcoliche, le quali rendono il vino sapido ma molto piacevole.

La tonalità paglierina calda e brillante ci offre la misura della pienezza nonché l'indicazione di una completa maturazione. Gli aromi primari sono pronunciati e di tipo leggermente aromatico. Fanno seguito sentori riconducibili alla lisi dei lieviti ed anche sensazioni eteree conseguenti la malolattica. Al gusto il vino appare dotato di una acidità interessante e di finezza.

Limpido, brillante, di tonalità rosso violaceo con le evidenti sfumature tanniche più chiare visibili a bordo bicchiere tipiche del Nebbiolo. Le sensazioni olfattive sono persistenti, fragranti, aperte ed evidenziano il fruttato e l'immediatezza del vino, contornati da ben percettibili note di fragola e lampone, caratteristiche di questo vino.

Long Now esprime il concetto di lungo presente ed è il nome che alcuni importanti scienziati ed intellettuali californiani (Long Now Foundation) hanno attribuito al particolare orologio raffigurato sull'etichetta, oggi presente al Museo della Scienza e della Tecnica di Londra.

Vino aromatico per eccellenza, il Moscato si presenta nel bicchiere di un bel colore giallo-verde, dai caratteristici riflessi dorati, con una cornice persistente di bollicine. Gli aromi tipici sono quelli dei fiori bianchi di acacia, di frutto della passione, di miele, con le note minerali di sottobosco quali salvia, timo e menta tipiche dei nostri terreni.